⭐ Guida · archi ortodontici
Durante un trattamento fisso l’arco non è sempre lo stesso: si segue una sequenza che parte da fili sottili e flessibili per il livellamento e l’allineamento e arriva a fili più rigidi e a sezione rettangolare o quadrata per il controllo fine e la finitura. Questa guida spiega la logica della sequenza e le famiglie di archi Dentaurum.
Un arco per ogni fase. Livellare. Allineare. Rifinire.
La regola generale è passare da forze leggere e continue nelle prime fasi a fili più rigidi quando serve controllare i movimenti in modo più preciso. Il diametro cresce progressivamente e, dalla sezione tonda, si passa a quella quadrata o rettangolare.
Uno schema di riferimento, da adattare sempre al caso clinico.
Fili sottili e superelastici, tondi: forze leggere e continue per allineare i denti riducendo il disagio.
Aumento progressivo del diametro e passaggio a sezioni quadrate: si iniziano a controllare inclinazione e torque.
Fili rigidi a sezione rettangolare/quadrata per il controllo tridimensionale e il dettaglio finale.
La scelta del materiale determina il comportamento dell’arco. Nelle prime fasi si usano leghe nichel-titanio (NiTi), anche termiche, che rilasciano forze leggere e costanti; per le fasi di finitura si passa ad acciaio, più rigido e controllabile.
Archi in nichel-titanio superelastici, tondi e quadrati: ideali per livellamento e allineamento con forze delicate.
Archi in acciaio inossidabile: rigidi e stabili, adatti alle fasi di lavoro e finitura.
Fili intrecciati (ad es. 6x): flessibili ma resistenti, utili come primo arco in molte situazioni.
Archi nichel-titanio ad attivazione termica: più morbidi a temperatura ambiente, attivi in bocca.
Formabili allo stato morbido e poi induribili con trattamento termico, per pieghe personalizzate.
Versioni rivestite (rematitan® “LITE” White, Tensic® White) per abbinarsi ai bracket estetici.
Anche in tecnica linguale (ad es. con il sistema discovery® delight) si segue una sequenza dedicata: si parte da fili intrecciati dentaflex® e da tondi rematitan® “LITE” di diametro crescente, per arrivare ai quadrati in NiTi e in remanium® nelle fasi finali. Gli archi linguali sono referenziati a parte nel catalogo.
Per consigli sulla sequenza di archi più adatta al tuo protocollo, il team di supporto è a disposizione: telefono 051 862580 oppure e-mail ortodonzia@dentaurum.it.
Perché ogni fase ha un obiettivo diverso: all’inizio servono forze leggere per allineare i denti, poi fili più rigidi per controllare inclinazioni, torque e dettagli. Per questo si segue una sequenza dal filo flessibile a quello rigido.
Gli archi in nichel-titanio (rematitan® “LITE”, NiTi termici) sono elastici e rilasciano forze leggere e costanti, ideali all’inizio; quelli in acciaio (remanium®) sono più rigidi e stabili, adatti a lavoro e finitura.
Di norma quando l’allineamento è completato: la sezione quadrata o rettangolare ingaggia lo slot e permette di controllare torque e angolazione. Il momento esatto dipende dal caso e dalla tecnica utilizzata.
Sì: archi rivestiti come rematitan® “LITE” White e Tensic® White mantengono la discrezione quando si usano bracket estetici come discovery® pearl.
Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontoiatrico. Le sequenze indicate sono esempi di riferimento: la scelta di archi, diametri e tempi spetta sempre al clinico in base al caso.