Guida · archi ortodontici

La sequenza degli archi in ortodonzia: dal filo flessibile a quello rigido

Durante un trattamento fisso l’arco non è sempre lo stesso: si segue una sequenza che parte da fili sottili e flessibili per il livellamento e l’allineamento e arriva a fili più rigidi e a sezione rettangolare o quadrata per il controllo fine e la finitura. Questa guida spiega la logica della sequenza e le famiglie di archi Dentaurum.

Un arco per ogni fase. Livellare. Allineare. Rifinire.

La regola generale è passare da forze leggere e continue nelle prime fasi a fili più rigidi quando serve controllare i movimenti in modo più preciso. Il diametro cresce progressivamente e, dalla sezione tonda, si passa a quella quadrata o rettangolare.

Le fasi della sequenza

Uno schema di riferimento, da adattare sempre al caso clinico.

1. Livellamento e allineamento

Fili sottili e superelastici, tondi: forze leggere e continue per allineare i denti riducendo il disagio.

2. Lavoro

Aumento progressivo del diametro e passaggio a sezioni quadrate: si iniziano a controllare inclinazione e torque.

3. Finitura

Fili rigidi a sezione rettangolare/quadrata per il controllo tridimensionale e il dettaglio finale.

Le famiglie di archi Dentaurum

La scelta del materiale determina il comportamento dell’arco. Nelle prime fasi si usano leghe nichel-titanio (NiTi), anche termiche, che rilasciano forze leggere e costanti; per le fasi di finitura si passa ad acciaio, più rigido e controllabile.

rematitan® “LITE”

Archi in nichel-titanio superelastici, tondi e quadrati: ideali per livellamento e allineamento con forze delicate.

remanium®

Archi in acciaio inossidabile: rigidi e stabili, adatti alle fasi di lavoro e finitura.

dentaflex®

Fili intrecciati (ad es. 6x): flessibili ma resistenti, utili come primo arco in molte situazioni.

NiTi termici

Archi nichel-titanio ad attivazione termica: più morbidi a temperatura ambiente, attivi in bocca.

Archi cobalto-cromo

Formabili allo stato morbido e poi induribili con trattamento termico, per pieghe personalizzate.

Archi estetici White

Versioni rivestite (rematitan® “LITE” White, Tensic® White) per abbinarsi ai bracket estetici.

Tecnica linguale

Una sequenza dedicata agli archi linguali

Anche in tecnica linguale (ad es. con il sistema discovery® delight) si segue una sequenza dedicata: si parte da fili intrecciati dentaflex® e da tondi rematitan® “LITE” di diametro crescente, per arrivare ai quadrati in NiTi e in remanium® nelle fasi finali. Gli archi linguali sono referenziati a parte nel catalogo.

Scopri il programma archi

Archi Tondi, quadrati e rettangolari in NiTi, acciaio e cobalto-cromo, anche estetici. Vedi gli archi →
Fili ed elementi in filo Fili singoli ed elementi in filo per la costruzione degli apparecchi. Vedi fili ed elementi →

Assistenza e informazioni

Per consigli sulla sequenza di archi più adatta al tuo protocollo, il team di supporto è a disposizione: telefono 051 862580 oppure e-mail ortodonzia@dentaurum.it.

Domande frequenti

Perché l’arco cambia durante il trattamento?

Perché ogni fase ha un obiettivo diverso: all’inizio servono forze leggere per allineare i denti, poi fili più rigidi per controllare inclinazioni, torque e dettagli. Per questo si segue una sequenza dal filo flessibile a quello rigido.

Qual è la differenza tra archi in NiTi e in acciaio?

Gli archi in nichel-titanio (rematitan® “LITE”, NiTi termici) sono elastici e rilasciano forze leggere e costanti, ideali all’inizio; quelli in acciaio (remanium®) sono più rigidi e stabili, adatti a lavoro e finitura.

Quando si passa dal filo tondo a quello quadrato?

Di norma quando l’allineamento è completato: la sezione quadrata o rettangolare ingaggia lo slot e permette di controllare torque e angolazione. Il momento esatto dipende dal caso e dalla tecnica utilizzata.

Esistono archi estetici?

Sì: archi rivestiti come rematitan® “LITE” White e Tensic® White mantengono la discrezione quando si usano bracket estetici come discovery® pearl.

Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontoiatrico. Le sequenze indicate sono esempi di riferimento: la scelta di archi, diametri e tempi spetta sempre al clinico in base al caso.