⭐ Guida · II Classe
Gli apparecchi funzionali fissi vengono utilizzati per la correzione delle II Classi: mantengono la mandibola in posizione avanzata in modo continuo, ventiquattro ore su ventiquattro. La prima fra tutte è la cerniera di Herbst, nelle sue diverse versioni; in alternativa ci si può orientare su un dispositivo a elementi telescopici a molla, come il SUS³. Questa guida spiega come funzionano, in che cosa differiscono le versioni Dentaurum e che cosa serve per applicarli.
Avanzamento continuo. Senza compliance. Ventiquattro ore su ventiquattro.
Nella II Classe il rapporto molare e canino è distalizzato, con la mandibola in posizione retrusa rispetto al mascellare. Gli apparecchi funzionali rimovibili esercitano la loro azione solo nelle ore di effettivo utilizzo, e la loro efficacia è quindi funzione della compliance. Quelli fissi eliminano questa variabile: una volta cementati agiscono in modo continuo, durante la masticazione e nelle ore notturne.
Il principio è puramente meccanico: due tubi telescopici bilaterali collegano il settore latero-posteriore superiore a quello inferiore. Ogni biella è costituita da un tubo e da un’asta che vi scorre all’interno. In chiusura la lunghezza del tubo impone alla mandibola una posizione protrusiva costante, impedendone il ritorno in relazione centrica abituale; l’escursione verticale resta consentita dallo scorrimento asta-tubo, che vincola la sola componente sagittale.
L’effetto risultante è una combinazione di componente dento-alveolare e scheletrica, la cui proporzione dipende dall’età, dalla fase di maturazione scheletrica e dall’ancoraggio impiegato. La forza di reazione si scarica sui settori di ancoraggio, con effetti di distalizzazione superiore e mesializzazione inferiore da mettere in conto in fase di progettazione: dimensionamento dell’ancoraggio ed eventuale rinforzo restano decisioni cliniche.
Il meccanismo è il medesimo, cambia il sistema in cui l’apparecchio si fissa alle arcate, e le diverse tipologie di tubo
Fissaggio con viti a brugola su bande o strutture fuse. La configurazione classica per l’applicazione su ancoraggio costruito in laboratorio.
Fissaggio diretto all’arco, per la tecnica multibrackets: si integra in un trattamento fisso già in corso, sempre con viti a brugola.
Attacco a testa a sfera con clip a C su bande o strutture fuse: lascia un’ampia possibilità di movimento laterale.
Il Telescope System da saldare su bande o strutture fuse, disponibile in più lunghezze (20, 22 e 24 mm).
La generazione precedente del dispositivo a molla: a catalogo restano gli accessori e i ricambi, per la manutenzione degli apparecchi già in uso.
Il dispositivo a molla in gamma per l’avanzamento mandibolare: alternativa alla biella telescopica nella tecnica fissa, disponibile in set e componenti.
Tutte le versioni Herbst producono lo stesso effetto di avanzamento: la differenza sta in dove e come si fissano. Se il paziente ha già un apparecchio multibrackets, l’attacco diretto all’arco della versione II evita di ricostruire un ancoraggio dedicato. Se invece l’ancoraggio è costruito in laboratorio su bande o strutture fuse, si sceglie fra il fissaggio a vite delle versioni I, la testa a sfera della IV — quando si vuole più libertà nei movimenti laterali — e il sistema telescopico da saldare TS.
Ogni versione è disponibile sia come set, con tutto il necessario per il caso, sia come accessori e componenti singoli. La distinzione conta nella pratica: il set serve per impostare un nuovo trattamento, i componenti singoli servono per le sostituzioni — un’asta, una vite, una clip — che nel corso di mesi di terapia potrebbero servire
La base dell’ancoraggio nelle versioni che non si fissano all’arco: su di esse vengono saldate o avvitate le bielle.
Per la cementazione delle bande e degli attacchi: la tenuta nel tempo è parte del risultato.
Strumentario per l’applicazione, l’attivazione e la rimozione dei componenti.
Per la scelta della versione, dei set e dei componenti di ricambio, il team di supporto è a disposizione: telefono 051 862580 oppure e-mail ortodonzia@dentaurum.it.
Perché è fisso: viene cementato o avvitato sulle arcate e resta in sede per tutta la durata della fase attiva. A differenza degli apparecchi funzionali rimovibili, non dipende dal numero di ore in cui il paziente decide di indossarlo. La collaborazione resta comunque utile per l’igiene e per il rispetto delle indicazioni alimentari.
Cambia il modo di generare la forza. L’Herbst impiega una biella telescopica rigida, che vincola meccanicamente la posizione mandibolare. Il SUS³ lavora invece con una molla, quindi con una spinta elastica. Entrambi appartengono alla famiglia dei correttori fissi di II Classe e agiscono senza richiedere la collaborazione del paziente. Del SUS², la generazione precedente, restano a catalogo accessori e ricambi per gli apparecchi già in uso.
Sì, ed è il caso tipico della versione Herbst II, pensata proprio per il fissaggio diretto all’arco in tecnica multibrackets. Le altre versioni si fissano invece su bande o strutture fuse realizzate in laboratorio.
Sta per Telescope System. È la versione da saldare su bande o strutture fuse, disponibile in più lunghezze di biella (20, 22 e 24 mm) da scegliere in base alla dimensione dell’arcata e all’entità dell’avanzamento previsto.
Nei protocolli classici l’impiego si colloca nella fase di crescita, per sfruttarne il contributo scheletrico, ma questi apparecchi vengono utilizzati anche più tardi con obiettivi prevalentemente dentali. Momento, durata e obiettivi sono una decisione clinica basata su diagnosi, valutazione della fase di crescita e piano di trattamento complessivo.
Il set è la scelta per impostare un nuovo caso, perché contiene i componenti coordinati fra loro. I componenti singoli servono soprattutto come ricambio durante la terapia: nel corso di mesi di trattamento capita di dover sostituire un’asta, una vite o una clip senza toccare il resto dell’apparecchio.
Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontoiatrico. Indicazioni, tempi di applicazione ed effetti attesi sono riferimenti generali: la scelta dell’apparecchio e del protocollo spetta al clinico in base al singolo caso. Contenuto a cura di Dentaurum Italia S.p.A., che ne detiene la responsabilità editoriale.