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Orthocryl®: la lavorazione della resina ortodontica

Dal 1963 la resina Orthocryl® è impiegata per gli apparecchi ortodontici rimovibili. Questo PMMA polimerizzabile a freddo si lavora con la tecnica a spruzzo. Questa guida riassume la lavorazione, dalla preparazione alla polimerizzazione; fanno fede le istruzioni d’uso.

Orthocryl® è un sistema bicomponente: polvere (polimero PMMA, con coloranti e sostanze di controllo) e liquido (monomero MMA, con sostanze di controllo e coloranti). Un PMMA polimerizzabile a freddo che, secondo le istruzioni d’uso, è destinato alla realizzazione di apparecchiature ortodontiche per il trattamento di malocclusioni dentali e mascellari.

Caratteristiche

Secondo la documentazione Dentaurum.

Monomero residuo e controindicazioni

Con lavorazione conforme alle istruzioni d’uso il monomero residuo è inferiore al 5% in massa (DIN EN ISO 20795-2). Le istruzioni d’uso controindicano l’impiego in utenti e pazienti allergici ai componenti delle resine polimerizzabili a freddo.

Individualità

Colori, Disco Glimmer e caratterizzazioni per personalizzare l’apparecchio; glimmer e caratterizzazioni sono destinati solo agli apparecchi rimovibili.

Prodotti coordinati

Prodotti coordinati: Orthocryl® classica per tecnica a spruzzo, Orthocryl® EQ per tecnica a impasto.

La preparazione del modello

La Thermowachs (cera termica), al posto di altre cere, previene l’aspetto lattiginoso e dà un risultato più trasparente. Con i modelli stampati in 3D le istruzioni d’uso prevedono l’isolante 3D (REF 162-801-00), che evita l’adesione della resina al modello; la sua idoneità con il materiale del modello va verificata prima dell’uso. I modelli in gesso vanno degassificati in acqua tiepida per circa 10–25 minuti, secondo la qualità del gesso (l’e-folder suggerisce di attendere che non salgano più bolle d’aria), e poi isolati con l’apposito isolante (REF 162-800-00).

Sicurezza: secondo le istruzioni d’uso il liquido (monomero) è facilmente infiammabile, può irritare pelle e vie aeree e provocare reazioni allergiche cutanee. Si lavora con protezione per viso/occhi, guanti di protezione e sotto aspirazione; il prodotto non va usato in caso di allergie note ai componenti.

La tecnica a spruzzo, passo per passo

Per Orthocryl® le istruzioni d’uso indicano come ottimale la tecnica a spruzzo, per Orthocryl® EQ la tecnica a impasto (2,5 parti di polvere per 1 di liquido). Alcune regole d’oro: l’ultimo strato dev’essere sempre di polimero, perché assorba il monomero in eccesso ed eviti l’eccessiva contrazione della resina; si usano sempre monomero e polimero della stessa famiglia di prodotto, come indicato nelle istruzioni d’uso. Le viti per espansione si bagnano con monomero e la polvere si distribuisce in modo controllato per evitare bolle; le caratterizzazioni si coprono con monomero/polimero trasparente per mantenerle visibili.

I parametri di polimerizzazione

La fase cruciale. Con la pentola a pressione Polyclav la polimerizzazione avviene in condizioni controllate.

2,2 barPressione
40–46 °CTemperatura
≥ 15 / ≥ 20 minTempo minimo (EQ / classica)
Regole anti-bolle

Per un apparecchio senza porosità

  • Utilizzare sempre il polimero come strato finale.
  • Non interrompere la polimerizzazione nei primi 8 minuti (Orthocryl® EQ) o 10 minuti (Orthocryl®).
  • Osservare i parametri di polimerizzazione (pressione, temperatura, tempo).
  • Utilizzare la tecnica a spruzzo e monomero e polimero dello stesso fabbricante.
  • Degassificare i modelli in gesso in acqua tiepida per circa 10–25 minuti, secondo la qualità del gesso.

Attenzione ai due estremi: una temperatura troppo alta favorisce le bolle; una troppo bassa (o un tempo troppo breve) impedisce la completa polimerizzazione, lasciando l’apparecchio morbido, con minore durezza e resistenza. Per ridurre il monomero residuo l’e-folder Dentaurum consiglia di immergere l’apparecchio in acqua per almeno un giorno prima della consegna; le istruzioni d’uso prevedono inoltre che il paziente lo conservi in acqua quando non lo indossa.

La gamma Orthocryl® nel catalogo

Resine ortodontiche Orthocryl® classica, Orthocryl® LC, glimmer, caratterizzazioni e accessori. Resine ortodontiche →
Orthocryl® classica Polveri/polimeri, liquidi/monomeri e assortimenti per la tecnica a spruzzo. Orthocryl® →

Assistenza e informazioni

Per informazioni sulla gamma Orthocryl® e sulla sua lavorazione il riferimento è il servizio clienti: telefono 051 862580 oppure e-mail [email protected]. Per la lavorazione fanno fede le istruzioni d’uso del prodotto.

Domande frequenti

Che cos’è la resina Orthocryl®?

È un PMMA polimerizzabile a freddo, sistema bicomponente (polvere + liquido), usato dal 1963 per realizzare apparecchi ortodontici rimovibili con tecnica a spruzzo. Secondo le istruzioni d’uso è destinata alla realizzazione di apparecchiature ortodontiche.

Qual è la tecnica di lavorazione consigliata?

Per Orthocryl® la tecnica a spruzzo. Con Orthocryl® EQ si usa preferibilmente la tecnica a impasto, rispettando il corretto rapporto tra polvere e liquido: il liquido deve inumidire completamente la polvere e avvolgere tutte le particelle di polimero. L’ultimo strato deve essere sempre di polimero, per assorbire il monomero in eccesso.

Quali sono i parametri di polimerizzazione?

Nella pentola a pressione Polyclav: 2,2 bar, 40–46 °C e un tempo non inferiore a 15 minuti (Orthocryl® EQ) o a 20 minuti (Orthocryl® classica). La polimerizzazione non va interrotta nei primi 8 minuti (EQ) o 10 minuti (Orthocryl®). Una pressione inferiore a quella indicata aumenta il rischio di bolle; per la pentola a pressione valgono le relative istruzioni d’uso.

Da che cosa nascono le bolle d’aria e come si evitano?

La tabella dei consigli Dentaurum indica tre situazioni, con i relativi rimedi: pressione e temperatura non ottimali o apertura della pentola durante la polimerizzazione; modelli non sufficientemente umidi (degassificazione in acqua tiepida per circa 10–25 minuti, oppure miscelatore sottovuoto); temperature ambiente fredde, forte corrente d’aria o lavoro troppo lento (monomero conservato e lavorato a temperatura ambiente, inserimento rapido dell’apparecchio in pentola).

Cosa succede se il tempo di polimerizzazione è troppo breve?

Un tempo troppo breve porta a una polimerizzazione incompleta, a morbidezza e a un aumento del monomero residuo.

Perché immergere l’apparecchio in acqua prima della consegna?

Per ridurre il monomero residuo, che con lavorazione corretta è già inferiore al 5% in massa (DIN EN ISO 20795-2). Le istruzioni d’uso prevedono che il paziente conservi l’apparecchio in acqua quando non lo indossa; l’e-folder Dentaurum consiglia anche un giorno di immersione prima della consegna.

Contenuti di questa pagina tratti dall’e-folder Dentaurum “60 anni Orthocryl®” (989-805-25). I contenuti di questa pagina sono stati elaborati da Dentaurum Italia S.p.A. con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e hanno finalità esclusivamente informativa. Sono rivolti ai professionisti del settore odontoiatrico e odontotecnico e la loro consultazione presuppone la competenza tecnica necessaria a valutarne la correttezza. Pur redatti con attenzione, possono contenere imprecisioni o non essere aggiornati. Non sostituiscono le istruzioni d’uso del fabbricante, che restano l’unico riferimento per l’impiego dei prodotti, né la valutazione clinica dell’odontoiatra o dell’odontotecnico, cui spetta ogni scelta sul singolo caso: per ogni verifica si rimanda alla documentazione ufficiale del fabbricante e alle indicazioni delle autorità competenti. Nei limiti consentiti dalla legge, Dentaurum Italia S.p.A. non risponde di decisioni prese sulla base di queste informazioni. Pagina pubblicata il 16/07/2026 · aggiornata il 15/10/2026.

Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontotecnico. Per la lavorazione fanno fede le istruzioni d’uso del prodotto.