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Zirconia dentale: guida ai blank ceraMotion® Z

La zirconia — il cui nome corretto è biossido di zirconio (ZrO₂) — è la ceramica ad alte prestazioni della protesi fissa. Sceglierla, però, vuol dire scegliere quale zirconia: la famiglia ceraMotion® Z comprende sei gruppi di blank che vanno dalla massima resistenza alla massima traslucenza. Questa guida spiega le differenze, tipologia per tipologia, e come si lavorano.

Sei gruppi di dischi, una logica. Più traslucenza o più resistenza: si sceglie.

Le principali differenze fra le zirconie sono resistenza a flessione e traslucenza: la zirconia tetragonale è più resistente, quella cubica più traslucida e con indicazioni più ristrette. Per ceraMotion® Z le istruzioni d’uso dichiarano una resistenza a flessione minima di 800 MPa (600 MPa per Cubic Multishade). Le sei varianti ceraMotion® Z coprono questa scala, dal disco più coprente e resistente a quello a traslucenza ultra elevata.

Che cos’è la zirconia

Il materiale di partenza è lo zircone, un silicato minerale (ZrSiO₄) presente in natura, da cui per via chimica si ricava il biossido di zirconio. Il nome scientificamente corretto è zirconia, anche se nell’uso corrente è più diffuso “ossido di zirconio”. In odontoiatria si impiega nella protesi fissa; per i blank ceraMotion® Z le istruzioni d’uso prevedono inlay, onlay, veneer, corone singole e ponti, ed escludono la realizzazione di abutment; in campo industriale è usata da oltre quarant’anni, e in chirurgia ortopedica anche nelle protesi d’anca.

È un materiale chimicamente poco reattivo; le istruzioni d’uso ne escludono l’impiego in caso di allergia a uno dei componenti. Quanto alla radioattività, spesso oggetto di domande: un grammo di zirconia emette 0,02 Bq, contro il limite di 1,00 Bq/g fissato dalla norma ISO 6872:2015.

Il meccanismo chiave

L’indurimento di trasformazione

La zirconia tetragonale deve la sua tenacità a un fenomeno particolare. Sotto carico elevato, in punta a una microfrattura, il materiale cambia fase passando da tetragonale a monoclino, e in quel passaggio aumenta di volume del 4%. L’espansione comprime i lati della cricca e ne frena la propagazione. La fase tetragonale metastabile si ottiene a temperatura ambiente aggiungendo ossido di ittrio (3 mol% di Y2O3).

Le sei tipologie ceraMotion® Z

Dalle zirconie da struttura alle multistrato. Tutti i dischi hanno diametro 98,3 mm e sono lavorabili con la maggior parte dei fresatori CAD/CAM disponibili in commercio, secondo i parametri del fabbricante della fresatrice.

ceraMotion® Z White — zirconia da struttura

La zirconia ad alte prestazioni 3Y-TZP-A della famiglia: resistenza a flessione (biassiale) con valore tipico di 1.200 MPa (minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa) e traslucenza del 39%, la più bassa della gamma. Proprio la traslucenza ridotta è il suo punto di forza quando serve coprire: monconi fortemente decolorati e abutment in metallo. È consigliata soprattutto come materiale da struttura, da completare con il rivestimento estetico classico in ceraMotion® Zr, ed è adatta alla tecnica di infiltrazione. Colore bianco, spessori 14, 18, 22 e 25 mm.

ceraMotion® Z HT White — resistente, ad alta traslucenza

Stessa resistenza tipica di 1.200 MPa della White (minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa), ma traslucenza portata al 43%: è la zirconia 3Y-TZP da usare quando serve tenere insieme sicurezza strutturale e resa estetica, dalla corona singola ai ponti plurimi, con un massimo di 3 elementi intermedi contigui nella zona anteriore e 2 nei segmenti posteriori. Anch’essa bianca e adatta all’infiltrazione, resta un materiale pensato per essere rivestito esteticamente. Spessori 14, 18, 22 e 25 mm.

ceraMotion® Z HT Shade — precolorata monocromatica

Zirconia già colorata in massa, monocromatica, ad alta traslucenza (43%) e con resistenza tipica di 1.100 MPa (minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa). Il vantaggio è di processo prima ancora che estetico: essendo precolorata non richiede infiltrazione, quindi la caratterizzazione può cominciare subito dopo la sinterizzazione. È la gamma cromatica più ampia della famiglia: 16 colori della scala V-Classic (da A1 a D4). Indicata soprattutto per corone e ponti monolitici, da finalizzare con le paste ceraMotion® One Touch, ma stratificabile anche con ceramica classica. Spessori 14, 18, 22 e 25 mm.

ceraMotion® Z HT Multishade — precolorata policromatica

La versione multistrato della HT: dopo la sinterizzazione il disco mostra un gradiente cromatico naturale, dalla dentina allo smalto, con transizioni fluide dal cervicale all’incisale. Resistenza tipica 1.100 MPa (minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa), traslucenza 43%, nessuna infiltrazione necessaria. Disponibile nelle 9 tonalità V più richieste (A1, A2, A3, A3.5, A4, B1, B2, C2, D2). Per restauri monolitici, dalla corona singola ai ponti plurimi (al massimo 3 elementi intermedi contigui nella zona anteriore e 2 nei segmenti posteriori). Spessori 14, 18, 22 e 25 mm.

ceraMotion® Z Cubic Multishade — traslucenza elevata, indicazioni limitate

Zirconia 5Y-PSZ policromatica ad altissima traslucenza: 49%, la più alta della gamma. Il prezzo da pagare è strutturale: la resistenza scende a 600 MPa (minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso), e questo restringe le indicazioni — inlay, onlay, faccette, corone singole e ponti fino a tre elementi con un solo elemento intermedio; le istruzioni d’uso escludono ponti a sbalzo, ponti Maryland e ponti inlay/onlay. Sinterizza a 1.450 °C, temperatura diversa dalle HT. Nove tonalità V, spessori 14, 18 e 22 mm.

ceraMotion® Z Hybrid — due materiali in un disco

Combina in un unico blank una zirconia più traslucida all’incisale e una zirconia ad alta resistenza nell’area della dentina: la resistenza varia lungo lo spessore da 1.300 MPa nell’area della dentina a 1.020 MPa all’incisale (valori tipici; minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa), con una traslucenza del 44–47%. Indicata per corone, ponti, veneer, inlay e onlay nell’area anteriore e posteriore; nei ponti plurimi al massimo due elementi intermedi. Sinterizza a 1.480 °C. Disponibile nelle 8 tonalità V più comuni (A1, A2, A3, A3.5, A4, B1, B2, C2) più 2 bleach, spessori 14, 18 e 22 mm.

Tabella di confronto

  Z White Z HT White Z HT Shade Z HT Multishade Z Cubic Multishade Z Hybrid
Tipo Zirconia classica Alta traslucenza Colorata, alta traslucenza Multistrato, alta traslucenza Multistrato, traslucenza ultra elevata Combinazione di due zirconie
Resistenza a flessione (biassiale), valore tipico — minimo dichiarato nelle istruzioni d’uso: 800 MPa (Cubic Multishade 600 MPa) 1.200 MPa 1.200 MPa 1.100 MPa 1.100 MPa 600 MPa 1.300 → 1.020 MPa
Traslucenza (1 mm) 39% 43% 43% 43% 49% 44–47%
Sinterizzazione 1.530 °C 1.530 °C 1.530 °C 1.530 °C 1.450 °C 1.480 °C
Colori bianco bianco 16 colori V-Classic 9 tonalità V 9 tonalità V 8 tonalità V + 2 bleach
Spessori 14, 18, 22, 25 mm 14, 18, 22, 25 mm 14, 18, 22, 25 mm 14, 18, 22, 25 mm 14, 18, 22 mm 14, 18, 22 mm
Impiego tipico Struttura da rivestire Struttura da rivestire Monolitico Monolitico Monolitico estetico Monolitico estetico

Su schermi stretti la tabella scorre in orizzontale.

Come si sceglie

Fresaggio: quello che fa la differenza

Un oggetto fresato in zirconia presinterizzata è circa il 25% più grande del restauro finito: la dimensione 1:1 si raggiunge con la contrazione durante la sinterizzazione. Tra zirconia bianca e precolorata non ci sono differenze significative di fresabilità.

Sfilacciamenti e scheggiature marginali derivano da una strategia di fresaggio sbagliata o, spesso, da un eccessivo riutilizzo della fresa: quelle standard hanno una vita utile di circa 10 ore, oltre le quali vanno sostituite (le diamantate durano nettamente di più). Se invece si rompe il collare o l’intero disco, il sospetto va al serraggio del supporto: le viti vanno strette in modo incrociato, a mano o con chiave dinamometrica, e il sistema di fissaggio va tenuto pulito dai trucioli. La calibrazione periodica del fresatore, e una pulizia accurata quando si cambia materiale sulla stessa macchina, completano il quadro.

Sinterizzazione: la fase che decide il risultato

La temperatura finale non è un dettaglio: più alta è la temperatura, maggiore la traslucenza ma minore la resistenza. Le temperature consigliate sono 1.530 °C per White, HT White, HT Shade e HT Multishade, 1.450 °C per Cubic e 1.480 °C per Hybrid. Sotto i 1.450 °C la resistenza non viene raggiunta, sopra i 1.530 °C si riduce. Un materiale HT che dopo la sinterizzazione appare opaco ha quasi sempre lavorato a temperatura troppo bassa; un colorato che perde saturazione ha lavorato troppo in alto.

Errore da non fare

Non sinterizzare Z White insieme a HT, Cubic e Hybrid

La ceraMotion® Z White contiene ossido di alluminio, mentre HT, Cubic e Hybrid ne sono quasi privi. Nella stessa camera la polvere della White contamina gli altri restauri e vi lascia le tipiche decolorazioni bianche, rotonde e opache. I due gruppi vanno sinterizzati separatamente. Per lo stesso motivo la camera del forno va pulita di tanto in tanto, e vassoi di sinterizzazione e perline vanno sostituiti.

Altre due regole valgono sempre. La prima: la sinterizzazione rapida non è consigliata, nemmeno per una corona singola — va sempre a scapito del materiale. La seconda: la zirconia è molto sensibile al raffreddamento scorretto, e per i ponti di quattro o più elementi servono supporti di sinterizzazione (perline) per evitare deformazioni.

Finalizzazione: stratificare o caratterizzare

I blank in zirconia nel catalogo

Blank in zirconia ceraMotion® Z Le sei tipologie, in tutti i colori e spessori disponibili. Blank in zirconia →
Workflow ceraMotion® Come si legano software, dischi, paste e ceramica da rivestimento. Workflow ceraMotion® →

Assistenza tecnica

Per i parametri di lavorazione, la scelta del disco e il supporto sui casi, l’assistenza tecnica ceramica è a disposizione: e-mail [email protected]. Per informazioni commerciali e ordini: telefono 051 862580, e-mail [email protected].

Domande frequenti

Qual è la differenza tra zirconia tetragonale e zirconia cubica?

Resistenza e traslucenza. La zirconia tetragonale è più resistente; quella cubica ha una traslucenza maggiore, dovuta alla diversa rifrazione della luce, e indicazioni più ristrette. Per ceraMotion® Z le istruzioni d’uso dichiarano una resistenza a flessione minima di 800 MPa (600 MPa per Cubic Multishade).

Che differenza c’è tra blank “green” e blank “white”?

Sono due stadi della lavorazione. Il green blank è il materiale dopo la pressatura e prima della presinterizzazione, e contiene ancora il legante che ha permesso di pressare la polvere in forma di disco. Il white blank è il grezzo presinterizzato, quello che si monta nel fresatore e che verrà sinterizzato in laboratorio.

Quali sono le indicazioni e le controindicazioni?

Indicazioni (istruzioni d’uso): riabilitazioni protesiche fisse — inlay, onlay, veneer, corone singole e ponti. White, HT White, HT Shade e HT Multishade: anche ponti plurimi con al massimo 3 elementi intermedi contigui nella zona anteriore e 2 nei segmenti posteriori, ed elemento a sbalzo di dimensione premolare; Hybrid: ponti plurimi con al massimo 2 elementi intermedi, ed elemento a sbalzo di dimensione premolare; Cubic: ponti fino a tre elementi con un solo elemento intermedio. Controindicazioni: realizzazione di abutment; ponti con più elementi o dimensioni inferiori a quelle indicate; pazienti affetti da bruxismo; allergia a uno dei componenti; per Cubic anche ponti a sbalzo, ponti Maryland e ponti inlay/onlay. Fare sempre riferimento alle istruzioni d’uso del blank impiegato.

Quali spessori minimi di parete prevedono le istruzioni d’uso di ceraMotion® Z?

Gli spessori minimi di parete sono quelli della tabella delle istruzioni d’uso: per White, HT White, HT Shade, HT Multishade e Hybrid 0,5 mm (struttura) e 0,8 mm (restauro completamente anatomico) nella zona anteriore, 0,6 e 1,0 mm nei segmenti posteriori; per Cubic Multishade 0,8 mm (corona) e 1,0 mm (ponte) nella zona anteriore e 1,0 mm nei segmenti posteriori.

Come si cementano i restauri in zirconia?

Le istruzioni d’uso del blank prescrivono di pulire le superfici interne e di sabbiarle con Al2O3 da 50 µm a 2,0 bar prima della cementazione; per il cemento valgono le istruzioni d’uso del suo fabbricante. La zirconia non può essere mordenzata come il vetro. Lo spazio da lasciare al cemento si calcola in base alla granulometria del materiale di cementazione utilizzato, partendo da 1 mm sopra la linea marginale fino alla zona incisale o occlusale.

La zirconia consuma i denti antagonisti?

È un materiale duro, ma il fattore che conta è la finitura della superficie: le istruzioni d’uso prescrivono di lucidare il restauro prima dell’applicazione clinica per ridurre l’usura degli antagonisti. Sono le superfici ruvide a essere abrasive. Restano da rispettare le regole di occlusione e le controindicazioni, bruxismo compreso.

Le correzioni vanno raffreddate?

Sì, ed è bene ridurre al minimo le correzioni già in fase di progetto CAD. Durante regolazione, sgrossatura e lucidatura si consiglia il raffreddamento e si devono evitare i surriscaldamenti puntiformi, perché un cambiamento di stato del materiale può essere indotto anche localmente. Va tenuta presente la bassissima conducibilità termica della zirconia, cento volte inferiore a quella dell’oro.

L’invecchiamento in bocca compromette la durata?

Tutti i materiali invecchiano. Le istruzioni d’uso dichiarano per ceraMotion® Z una resistenza a flessione minima di 800 MPa (600 MPa per Cubic Multishade); le FAQ tecniche Dentaurum indicano per la zirconia tetragonale una possibile perdita di resistenza fino al 25% nell’arco di diversi anni. Temperatura finale e tempo di mantenimento in sinterizzazione restano parametri determinanti.

Perché dopo la sinterizzazione compaiono macchie o decolorazioni?

Le macchie bianche opache derivano da granuli di ossido di alluminio, che possono provenire dalla Z White sinterizzata insieme agli altri materiali oppure dall’isolamento del forno. Una decolorazione giallo-verdastra indica depositi di liquidi da infiltrazione o frammenti delle resistenze usurate; una tonalità bluastra segnala presenza di cobalto, per esempio da polvere di limatura di leghe non preziose. Aiutano la pulizia periodica della camera e il controllo visivo delle resistenze.

Si possono usare liquidi di infiltrazione di altri produttori?

È possibile, ma l’effetto cromatico non è prevedibile, perché dipende dalle proprietà del materiale e dalla densità dell’ossido di zirconio. Va inoltre usato un pennello privo di metalli: i liquidi moderni colorano su base ionica, e gli ioni metallici rilasciati dalla ghiera potrebbero contaminare il liquido.

Che precisione marginale ci si può aspettare?

Se preparazione e impronta rispettano i requisiti del CAD/CAM e progettazione, costruzione e fresaggio sono eseguiti correttamente, la precisione marginale si colloca intorno ai 20–50 µm.

Dati e contenuti di questa pagina provengono dalla documentazione tecnica Dentaurum: schede tecniche e panoramica delle caratteristiche fisiche dei blank ceraMotion® Z, Nestinginfo Hybrid e documento di domande e risposte sulla zirconia (CSP, in coordinamento con R&D). I contenuti di questa pagina sono stati elaborati da Dentaurum Italia S.p.A. con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e hanno finalità esclusivamente informativa. Sono rivolti ai professionisti del settore odontoiatrico e odontotecnico e la loro consultazione presuppone la competenza tecnica necessaria a valutarne la correttezza. Pur redatti con attenzione, possono contenere imprecisioni o non essere aggiornati. Non sostituiscono le istruzioni d’uso del fabbricante, che restano l’unico riferimento per l’impiego dei prodotti, né la valutazione clinica dell’odontoiatra o dell’odontotecnico, cui spetta ogni scelta sul singolo caso: per ogni verifica si rimanda alla documentazione ufficiale del fabbricante e alle indicazioni delle autorità competenti. Nei limiti consentiti dalla legge, Dentaurum Italia S.p.A. non risponde di decisioni prese sulla base di queste informazioni. Pagina pubblicata il 30/07/2026 · aggiornata il 15/10/2026.

Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontotecnico e odontoiatrico. I valori riportati sono stati determinati su provini e sono tipici del materiale: le proprietà del prodotto possono discostarsene in base alla progettazione dell’elemento e al processo di formatura. In caso di dubbio valgono sempre le istruzioni d’uso del prodotto impiegato.