📚 Guida · ortodonzia
I bracket (o attacchi) sono i dispositivi fissati ai denti che, insieme all’arco, generano le forze necessarie al trattamento ortodontico. La scelta del sistema più appropriato richiede la valutazione di tre aspetti fondamentali: : il materiale, che influisce su estetica, attrito e resistenza; la tecnica di attivazione (con legatura o autolegante), che determina il livello di controllo biomeccanico; la prescrizione con la scelta dello slot che definisce torque, tip e precisione del movimento. Questa guida offre criteri pratici per orientarsi nella selezione del bracket più adatto al caso clinico.
Non esiste un bracket “migliore” in assoluto: esiste il bracket più appropriato per la filosofia di trattamento adottata nello studio, per le esigenze estetiche del paziente e per gli obiettivi biomeccanici del piano terapeutico. Approfondiamo il ruolo di ciascuno dei tre criteri nella scelta del sistema di bracket.
Il materiale del bracket è il primo parametro che orienta la scelta clinica, perché determina resistenza meccanica, visibilità del dispositivo e comportamento dello scorrimento dell’arco. I bracket metallici garantiscono robustezza, precisione dello slot e attrito ridotto, risultando ideali nei casi che richiedono un controllo biomeccanico elevato. Le soluzioni estetiche in ceramica offrono una migliore integrazione visiva, ma presentano caratteristiche diverse in termini di attrito e fragilità, influenzando la gestione delle fasi iniziali e del finishing.
In acciaio inox, lo standard per robustezza e scorrevolezza dell’arco. Linee discovery®, discovery® smart, equilibrium® 2, equilibrium® mini (profilo ridotto), equilibrium® ti (titanio, senza nichel) e topic.
Bracket metallici →Attacchi discovery® pearl del colore del dente, per un apparecchio poco visibile su pazienti adulti, senza rinunciare al controllo del movimento.
Bracket in ceramica →Una clip integrata trattiene l’arco al posto della legatura, riducendo l’attrito e spesso la frequenza dei richiami. Linea discovery® smart sl.
Bracket autoleganti →La modalità con cui l’arco viene trattenuto nel bracket influenza attrito, controllo biomeccanico e gestione delle diverse fasi del trattamento. Nei sistemi tradizionali, l’arco è fissato mediante una legatura elastica o metallica, che consente un elevato controllo ma introduce variabilità nell’attrito. Nei bracket autoleganti, una clip integrata sostituisce la legatura: questo riduce l’attrito nelle fasi iniziali, velocizza l’applicazione clinica e può comportare intervalli di richiamo meno frequenti. Gli autoleganti si distinguono in passivi, in cui la clip non esercita pressione sull’arco e favorisce uno scorrimento a basso attrito, e attivi, in cui la clip ingaggia l’arco nelle fasi di finitura per incrementare il controllo del torque e della posizione finale.
Ogni bracket integra una prescrizione che definisce valori preimpostati di torque, tip e in/out per ciascun elemento dentario. Le prescrizioni più diffuse — Roth, MBT, Ricketts ed Edgewise — differiscono per filosofia biomeccanica e per il livello di controllo desiderato nelle fasi di allineamento, livellamento e finishing. Lo slot è la scanalatura che accoglie l’arco ed è disponibile nelle misure .018 e .022: la scelta influisce sulla rigidità dell’arco utilizzabile, sulla precisione del controllo tridimensionale e sulla gestione delle fasi finali del trattamento.
Lo .022 consente archi di sezione maggiore nelle fasi di finitura ed è molto diffuso; lo .018 offre un controllo più graduale con archi di sezione minore. La scelta segue la procedura adottata dallo studio e il piano di trattamento, ed è una decisione dell’ortodontista.
Metallici, ceramica, autoleganti e accessori, con prescrizioni Roth/MBT/Ricketts/Edgewise e slot .018/.022.
Sistemi di bracket →Il bracket autolegante passivo Dentaurum: basso attrito, meccanismo CLICK&GO, senza saldature.
Scopri discovery® smart sl →Per orientarti nella scelta del sistema di bracket, il team di supporto è a disposizione: telefono 051 862580 oppure e-mail [email protected].
I metallici (acciaio o titanio) sono più resistenti ed economici; quelli in ceramica sono mimetici col dente, ideali per gli adulti, ma più delicati.
Eliminano la legatura elastica o metallica: meno attrito, applicazione più rapida e, spesso, richiami meno frequenti. Possono essere passivi o attivi.
Dipende dalla tecnica: lo .022 consente archi di sezione maggiore nelle fasi di finitura; lo .018 offre un controllo più graduale. La scelta è dell’ortodontista in base al piano di trattamento.
È l’insieme di torque e angolazione predefiniti in ogni bracket per ciascun dente. Roth, MBT e Ricketts sono prescrizioni “preprogrammate”; Edgewise è la tecnica di riferimento senza valori incorporati. La scelta segue la scuola e la procedura adottata nello studio.
Sì: i bracket in titanio come gli equilibrium® ti sono indicati per i pazienti con sensibilità al nichel, mantenendo le prestazioni dei metallici.
Contenuto a cura di Dentaurum Italia S.p.A., che ne detiene la responsabilità editoriale.
Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontoiatrico. Le scelte cliniche restano di competenza dell’ortodontista in base al singolo caso.