Guida · ceramica

Ceramica pressata e disilicato di litio: la tecnica press

La pressatura è la tecnica con cui un lingotto di ceramica, portato ad alta temperatura, viene spinto dentro la cavità lasciata dalla cera nel rivestimento. È la trasposizione ceramica della tecnica a cera persa, e resta una delle strade più affidabili per ottenere restauri precisi nei margini e omogenei nella struttura. Questa guida spiega come funziona, quali lingotti esistono e come si sceglie fra pressare, fresare e stratificare.

Dalla cera al vetro. Marginale preciso. Struttura omogenea.

Nella stratificazione la forma si costruisce per apposizione successiva di masse in polvere, con altrettanti cicli di cottura. Nella pressatura la geometria è già definita dalla modellazione in cera: la ceramica ne occupa il volume in un’unica iniezione. La differenza di metodo si traduce in due vantaggi misurabili — chiusura marginale e omogeneità strutturale — perché il manufatto si forma in una sola soluzione, senza le interfacce e la porosità residua tipiche dell’accumulo per strati.

Come funziona la pressatura

Il restauro viene modellato in cera sul moncone, provvisto dei canali di alimentazione e messo in rivestimento all’interno di una muffola. Nel ciclo di preriscaldo la cera viene eliminata per combustione, lasciando una cavità che riproduce fedelmente la modellazione. La muffola passa quindi nel forno di pressatura insieme al lingotto e al pistone: portato alla temperatura di processo, il lingotto raggiunge la viscosità di iniezione e viene forzato nella cavità sotto pressione controllata, in atmosfera di vuoto.

A raffreddamento completato il pezzo viene liberato dal rivestimento mediante sabbiatura a pressione ridotta, si sezionano i canali e si procede alla rifinitura. Da qui si apre la scelta estetica: mantenere il restauro monolitico e caratterizzarlo in superficie, oppure ridurne il volume con un cut-back e completarlo per stratificazione.

Le tre famiglie di lingotti ceraMotion®

Il lingotto si sceglie in base a che cosa c’è sotto: nulla, un metallo o una struttura in zirconia.

Cosa serve per pressare

La domanda ricorrente

Pressare o fresare il disilicato?

Sono due modi di arrivare allo stesso materiale. Con la fresatura il restauro si ottiene per sottrazione da un blocchetto, quindi la forma dipende dal progetto CAD e la resa è molto costante; con la pressatura la forma nasce da una modellazione in cera fatta a mano, e mantiene tutto il controllo dell’odontotecnico su morfologia, spessori e chiusura marginale. La scelta dipende dall’organizzazione del laboratorio, dal numero di elementi e da quanto il caso è personalizzato: non è una gerarchia di qualità, è una scelta di flusso.

Dopo la pressatura: come si finisce il restauro

Il pezzo appena disincluso è monocromatico. Le strade sono due, e possono convivere nello stesso lavoro:

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Assistenza e informazioni

Per la scelta dei lingotti, del rivestimento e dei parametri di lavorazione, il servizio clienti è a disposizione: telefono 051 862580 oppure e-mail info@dentaurum.it.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra disilicato di litio e zirconia?

Sono due materiali diversi con due vocazioni diverse. Il disilicato di litio è una vetroceramica: si distingue per l’integrazione ottica e per il comportamento alla luce, ed è il riferimento nei settori estetici e negli elementi singoli. L’ossido di zirconio è una ceramica policristallina, scelta soprattutto dove servono struttura e spessori ridotti. Molti laboratori usano entrambi, decidendo caso per caso.

Che cosa indicano le sigle LT e HT sui lingotti?

Indicano il grado di traslucenza del lingotto: LT sta per bassa traslucenza, HT per alta traslucenza. La scelta dipende dal colore del moncone e dallo spessore disponibile: su un moncone scuro o su un perno serve più capacità di mascheramento, mentre in un settore estetico con substrato favorevole si privilegia la traslucenza.

Si può stratificare sopra un restauro pressato?

Sì, ed è la tecnica del cut-back: si pressa una struttura già ridotta nella zona da caratterizzare e si completa con le masse da stratificazione dedicate a zirconia e disilicato. Si ottiene così la precisione marginale della pressatura insieme al controllo estetico della stratificazione.

A che cosa serve il press liner?

È lo strato di collegamento previsto quando si pressa sulla zirconia: si applica sulla struttura prima della pressatura e prepara l’interfaccia con il lingotto PZr. Non serve invece nella pressatura in ceramica integrale, dove non c’è alcuna sottostruttura.

Serve un rivestimento particolare?

Sì. La pressatura richiede un rivestimento specifico per ceramica da pressare, come ceraMotion® press invest, con il suo liquido di miscelazione: i rivestimenti pensati per la fusione dei metalli hanno esigenze diverse. Insieme al rivestimento servono i pistoni, disponibili riutilizzabili o monouso.

Posso usare le paste One Touch su un pressato?

Sì, per la caratterizzazione dei monolitici: è esattamente il loro impiego tipico. Sulla ceramica da stratificazione tradizionale vanno invece usate in piccole quantità, come intervento localizzato. Il tema è approfondito nella pagina del workflow ceraMotion®.

Contenuto informativo rivolto a professionisti del settore odontotecnico. Parametri di lavorazione, cicli di cottura e indicazioni dei materiali vanno sempre verificati sulle istruzioni d’uso del prodotto impiegato. Contenuto a cura di Dentaurum Italia S.p.A., che ne detiene la responsabilità editoriale.